AVELLINO, TUTTI I COLORI DELLA SUA STORIA

Torniamo a parlare della storia degli avversari della Pro Vercelli. In vista del prossimo match che la Pro Vercelli disputerà contro l’Avellino vogliamo così farvi conoscere qualcosa di più sulla storia del club campano.

 

Fondato nel 1912, l’allora Unione Sportiva Avellino iniziò a partecipare alle competizioni regionali. Per vedere la formazione irpina in Serie C bisogna arrivare al 1950, anche se già l’anno precedente la squadra avrebbe potuto fare il grande salto: dopo il primo posto ottenuto sul campo, all’Avellino venne annullata la promozione per illecito sportivo.

 

Solo negli anni ’60 la presenza dell’Avellino in Serie C è più costante mentre negli anni ’70 arrivano le maggiori soddisfazioni: dopo la promozione in B nella stagione 1972-73, i verdi salgono in A al termine dell’annata 1977-78. Dieci anni dopo l’Avellino saluta la A e inizia a fare la spola tra B e C, fino al 2009 quando l’Avellino venne escluso dai campionati ripartendo con il nome di Avellino Calcio.12  Società Sportiva Dilettantistica. Pochi mesi dopo ridusse la denominazione ad Avellino Calcio, che vige tuttora.

 

Il bianco e il verde sono i colori attuali, ma col passare degli anni ci sono stati spesso cambiamenti dei colori sociali: dopo aver abbandonato la maglia color bianco, l’Avellino passò dal rossonero al giallorosso mentre solo dopo la Seconda Guerra Mondiale venne adottato il verde come colore principale. Curiosità: l’Avellino è stata la prima squadra di Serie A a indossare la maglia verde.

Se le maglie sono cambiate col tempo, il simbolo è sempre rimasto lo stesso: il Lupo contraddistingue ancora oggi la formazione irpina e in virtù di ciò i giocatori sono per l’appunto soprannominati “Lupi”.

 

NELLA FOTO LA CURVA DELL’AVELLINO (FOTO LAPRESSE)