Sabato 25 Maggio 2013
27-4-2012 POLVERE DI...CALCIO di Enrico De Maria

 

 

A due turni dalla fine della regular season, la Pro si gioca due vere finali - domenica a Sorrento e il 6 maggio in casa con il Carpi - per accedere ai meritatissimi playoff. Se il calcio fosse un pelino più serio, a questo punto non ci sarebbe storia perché il pur bravissimo Taranto (e qui, sia chiaro, alludiamo ai giocatori, e solo a loro) dovrebbe ormai essere già fuori dai giochi. Invece è in piena corsa, nonostante non abbia pagato, per mesi, stipendi e contributi. Assurdo. L’abbiamo già scritto, indignati, e lo ripetiamo: come accadde lo scorso anno, in Seconda Divisione, alla Pro Patria, una società che, a rigor di logica, dovrebbe essere fermata per gravi e recidive inadempienze rischia di rovinare la festa alla Pro Vercelli - e anche alle altre concorrenti ala rincorsa ai playoff - per poi, magari, essere ulteriormente sanzionata nella stagione successiva.

Rifatta la doverosa premessa, concentriamoci sulla gara di domenica, a dir poco cruciale. Il Sorrento è tornato prepotentemente sotto rifilando due gol (a zero) al Foggia e domenica farà di tutto per scavalcarci. Il gol di Martini a Ferrara, in quella che una volta veniva definita “zona Cesarini” è stato una manna perché, adesso, la Pro Vercelli può puntare di chiaramente al pareggio per poi regolare i conti definitivi, tra due turni, con il Carpi, in quello che - più della partita con la neo-promossa Ternana - sarà il match dei match, ovviamente della regular season. Ma a Sorrento farà davvero caldo, anche perché la squadra di Ruotolo, che appare in salute, sfodera un attaccante-super come Ciro Ginestra, al quale Braghin (a sua volta squalificato) non potrà opporre Ranellucci, fermato per un turno dal giudice sportivo. E, indisponibile Modolo, non è escluso che a marcare il bomber per eccellenza del torneo sia chiamato il rientrante Battaglia, con tutti i rischi del caso, non certo per le qualità intrinseche del giocatore, ma per la sua lunga assenza dalle competizioni.

A Ferrara, dopo un primo tempo chiaramente insufficiente, la Pro si è ritrovata anche - dicono i colleghi giornalisti al seguito - per l’inserimento del giovane Carraro, che ha letteralmente cambiato il volto della squadra. Adesso, dopo un campionato sontuoso, la Pro deve recuperare energie, soprattutto mentali, perché l’occasione storica è davvero dietro l’angolo e sarebbe delittuoso vederla evaporare dopo tanti sforzi. Allo stadio d’Italia, dunque, Calvi e compagni dovranno vendere cara la pelle, ritrovando quella condizione che sembrava invidiabile prima dei match da luna storta di Foligno e con il Pavia.

Narrano le cronache che, a Ferrara hanno fatto meraviglie Masi, Marconi e soprattutto Martini, sempre più bravo, sempre più determinante. E dire che, quando arrivò nel mercato di riparazione - colpaccio di Romairone - alcuni eccepirono: ma a che cosa ci serve un attaccante in più? Cinque gol, tutti decisivi, sono la risposta evidente a quelle critiche.

Oggi si parla tanto di “partite perfette”. La Pro è chiamata a disputarne due. Sappia che un’intera città le è accanto (con la Ternana, finalmente, abbiamo sfiorato i tremila spettatori) e che non finirà di appoggiarla. E allora sogniamo, poiché è tempo di sognare.